La crepa
Stavo bene, dicevo.
Facevo tutto, funzionavo, andavo avanti.
Ma dentro… vivevo in una terra di mezzo.
Non ero davvero nel dolore, ma non ero nemmeno nella vita.
Nelle relazioni c’ero… ma non c’ero.
Anche con me stessa.
Tutto scivolava addosso.
Come se niente riuscisse davvero ad attraversarmi.
Era una disconnessione sottile, quasi invisibile.
Dal corpo. Dal cuore. Da me.
Il 2021 — la rottura e l’amore
Poi la vita ha smesso di chiedere il permesso.
Nel giro di poco tempo ho perso tre persone che amavo profondamente: mio nonno, il mio migliore amico, e poi mio padre.
Tre addii.
Tre aperture.
Una crepa nel petto che non potevo più ignorare.
Ma nello stesso anno… è successo anche qualcosa di completamente opposto.
Ho incontrato l’amore.
Un amore che non avevo mai vissuto così prima.
Dolce. Presente. Paziente.
E passo dopo passo, senza forzare… mi ha aperta.
E più mi aprivo all’amore, più sentivo anche tutto ciò che nel mio cuore era rimasto chiuso per anni.
Ferite. Dolori. Memorie.
È stato lì che ho compreso qualcosa di profondissimo: aprire il cuore non è solo sentire amore. È sentire anche tutto ciò che abbiamo trattenuto per non soffrire.
Forse è per questo che amare è così difficile.
Perché per amare davvero,
il cuore deve diventare pulito.
E per diventarlo… deve attraversare tutto il dolore che contiene.
Il fuoco
Dopo un rituale molto potente, qualcosa in me era pronto.
La mia anima stava chiamando parti antiche di me a tornare.
E da lì… è iniziato il fuoco.
Un processo interno di trasformazione profonda.
Ma non ero pronta del tutto.
C’era paura.
C’era resistenza.
Mancava l’abbandono totale, la fede completa.
Ero sola.
E non capivo cosa mi stesse succedendo.
Il mio corpo ha iniziato a muoversi da solo.
Tremori. Brividi. Spasmi.
Ondate di energia che salivano, aprivano, scioglievano.
Non era qualcosa che stavo facendo.
Era qualcosa che stava accadendo.
L’unica cosa che potevo fare… era ascoltare.
Il corpo che sa
E in mezzo a tutto questo, il mio corpo ha iniziato a guidarmi.
Le mie mani si muovevano spontaneamente in posizioni che non avevo mai imparato.
Mudra.
Non sapevo cosa fossero, ma sentivo che avevano un senso.
Era come se qualcosa dentro di me sapesse esattamente cosa fare.
E ogni volta che seguivo l’energia si muoveva.
Le emozioni uscivano.
Pianti profondi.
Risate improvvise.
Ricordi dimenticati che riaffioravano.
Alcuni sembravano appartenere a questa vita.
Altri… molto più antichi.
La paura e la mente
Una parte di me sapeva.
Sapeva esattamente cosa stava accadendo.
Ma la mia mente razionale… no.
E da lì nasceva la paura.
“C’è qualcosa che non va in me.”
Quella voce mi ha portata fino all’ospedale.
Controlli. Esami.
Tutto perfetto.
Eppure io continuavo a sentire tutto.
Il corpo continuava a muoversi.
L’energia continuava a lavorare.
Non c’erano risposte lì fuori.
Il ricordo
Le ho trovate solo cercando.
All’epoca c’erano pochissime informazioni, soprattutto in Italia.
Ma tutto quello che leggevo… mi riportava lì.
Kundalini.
Risveglio dell’energia.
E improvvisamente tutto ha iniziato ad avere senso.
Anche un sogno che avevo fatto prima che tutto iniziasse.
Un serpente su un albero.
Che mi parlava.
Ricordo ancora la paura.
Eppure… continuava a tornare nei miei sogni.
Come un richiamo.
Non sono sola
Dopo circa un anno, ho trovato qualcosa che ha cambiato tutto.
Un video.
Una sessione di Kundalini Activation.
Guardandolo… ho visto il mio corpo. Gli stessi movimenti.
Le stesse sensazioni.
E ho iniziato a piangere.
Non di dolore.
Ma di riconoscimento.
Non ero sola.
Esisteva un mondo che poteva comprendere quello che stavo vivendo.
La chiamata
Ho prenotato la sessione.
E quando sono entrata in quello spazio…
ho sentito qualcosa che non avevo mai sentito prima.
Casa.
Le facilitrici.
Le persone.
Era come essere tra sorelle.
Accolta. Vista. Compresa.
E in quel momento è arrivata una sensazione chiarissima:
anch’io voglio tenere questo spazio.
Il cammino
Ho iniziato un percorso.
All’inizio per capire.
Per dare un senso a tutto quello che avevo vissuto.
Ma piano piano… qualcosa è cambiato.
Non era più solo per me.
Era qualcosa da condividere.
Da offrire.
Da incarnare.
Oggi
Oggi accompagno le persone in questo stesso viaggio.
Le guido a tornare nel corpo.
A sentire.
A lasciare andare ciò che trattengono.
Perché l’ho visto dentro di me:
il problema non è ciò che proviamo.
È ciò che non ci permettiamo di sentire.
Quando smetti di trattenere…
l’energia si muove.
Quando l’energia si muove…
il corpo si apre.
E quando il corpo si apre…
la vita ricomincia a fluire.